Cougar Italia

Diario di Amanda

Cougar in office

29/01/2012, 15:58

Anche se meno personale di quello casalingo, l’ufficio rappresenta per me un luogo estremamente importante e significativo in quanto, come organizzatrice di eventi senza un orario fisso, è il luogo in cui  passo la maggior parte della giornata. Mentre tuttavia l’ambiente domestico si può plasmare a proprio piacimento  perché è quello più intimo e personale, l’ufficio è sicuramente un luogo più aperto agli estranei e con funzioni “di rappresentanza”,  e in quanto tale va arredato secondo l’immagine professionale che si vuole trasmettere ai clienti e ai soggetti che possono essere coinvolti nella sfera lavorativa. Come avrete già capito, ritengo dunque che il modo in cui viene personalizzato il posto di lavoro contribuisca a far conoscere meglio la persona che lo abita, motivo per cui questo aspetto non può mancare alla descrizione della mia vita da cougar. Innanzitutto sulla mia scrivania, proprio accanto allo schermo del PC, troneggiano le foto di me con le mie tre amiche Bice, Laura e Lucia in diversi momenti di allegria (al lavoro ce n’è sempre bisogno) e una della mia fedele MiuMiu che mi dà sostegno negli istanti più “drammatici”. Ovviamente ho esteso la mia influenza anche al di fuori della mia postazione, ricevendo dai superiori l’autorizzazione a incaricarmi della decorazione delle pareti. Per quanto abbastanza diffuse in ambienti lavorativi, avendo dovuto prediligere un linguaggio visuale che fosse universalmente riconosciuto, ho optato, tra l’altro, per L’Invito a nozze di Haring (in fin dei conti organizziamo anche matrimoni, e io sono una inguaribile romanticona), La persistenza della memoria di Dalì (per ricordarmi della relatività dello scorrere del tempo lavorativo), e la Marilyn di Warhol, dando un tocco di modernità e colore a tutto l’ufficio. Di mia competenza è anche la scelta delle piante, e ho portato il verde nel mio ufficio con un ginseng bonsai (sono un amante del bonsai e della filosofia alla base di questa vera e propria forma d’arte) che mi illudo mi trasmetta i suoi effetti antifatica e antistress solo guardandolo; delle felci di cui mi piace osservare la crescita rigogliosa e della quale si dice, tra l’altro, che siano piante capaci di assorbire le sostanze tossiche per l’organismo e soprattutto una serie di orchidee di diversi colori che considero un po’ come le mie “creature”.  Come scrivevo in apertura di post non si può plasmare l’ufficio a propria immagine e somiglianza quanto quello domestico, ma come avete potuto notare non ho potuto fare a meno di infondergli l’allegria e il brio che contraddistinguono il mio carattere, convinta che contagerò i miei colleghi nelle nostre, a tratti interminabili, giornate lavorative. 

Redazione

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